lunedì 25 ottobre 2010

Me disabile

Premessa: da settembre 2007 la sottoscritta non cammina più, in seguito ad un incidente stradale che mi ha reso paraplegica (che non vuol dire solo non riuscire a reggersi in piedi, ma su questo interessante punto tornerò in seguito).


Dopo un periodo nerissimo ho cercato di condurre una vita quanto il più possibile normale, che comporta amicizie, feste, studio, passeggiate, sbronze (:P), gite, escursioni, serate e anche sesso.


Si, il sesso.


Da un po' di tempo mi accorgo del pensiero comune a molte persone, riguardo la sessualità dei disabili: molti ci vedono come persone praticamente e perfettamente asessuate, senza pulsioni nè bisogni di alcun genere. Alcuni arrivano a pensare anzi che sia scandaloso che un disabile abbia delle esigenze di questo tipo.



In genere poi la gente si divide in due grossi tronconi:
1. Chi non vuole assolutamente parlare di questo fatto e rifiuta qualsiasi discorso sulla sessualità e in genere sull'esigenza di avere una sfera intima anche per i disabili.
2.Chi, preso dalla curiosità più sfrenata, pone domande sfacciate del tipo "Ma riesci a fare l'amore?" "Si, davvero? Ma come fai? Perchè mi hanno detto bla bla bla..."

E io mi incazzo.

Perchè agli occhi di questa gente io faccio pietà. 

La gente pensa che alla disabilità fisica si debba accompagnare anche un tipo di demenza mentale. Come se io non possa amare. Come se io non possa provare sentimenti forti. Come se non possa mettermi a ridere sguaiatamente in pieno pubblico. Come se fossi una bambola di porcellana, che deve vivere in una campana protetta al riparo dal mondo.

Ma me ne frego. Mi diverto, mi ubriaco, ma soprattutto amo. E faccio l'amore (Io scopooooooo, per parafrasare Sex and the City!!!!!). Alla faccia vostra!




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