domenica 21 novembre 2010
The Social Network
Non era facile dirigere un film che mostri la nascita di Facebook e che contemporaneamente sia avvincente.
Beh, David Fincher c'è riuscito.
The social network riesce ad essere una testimonianza sulle peripezie di Zuckerberg senza mai scadere nel didascalismo o nella retorica agiografica, come spesso succede per molte produzioni di questo tipo. La figura del fondatore di Facebook è mostrata come ambigua, a metà tra l'essere positiva o negativa. Il ritratto che ne esce è quello di una persona strana, con difficoltà nei rapporti personali, ma anche estremamente lungimirante e geniale, nonché spietata e pronta a sacrificare l'unico amico per il bene della sua creatura.
La regia riesce a tenerti incollata per tutta la durata del film, senza mai cali di tensione o al contrario eccessivo "pathos", complice una sceneggiatura senza fronzoli ed essenziale e un cast all'altezza (ad iniziare dal protagonista).
I personaggi di contorno sono nel contempo ben caratterizzati e sfaccettati: si va dal volenteroso ma poco lungimirante Eduardo Saverin al godereccio Sean Parker, già fondatore di Napster, che si rivela come guida per Mark Zuckerberg, spingendolo a puntare in alto e trovando finanziamenti fondamentali per la sopravvivenza di TheFacebook (mentre Saverin era in giro a New York a cercare sponsor tipo lavanderie e simili...).
Molto gustose alcune scene, come le risposte geniali di Zuckerberg agli avvocati o la gara di programmazione a suon di shots.
Insomma, non sarà di certo un film espressionista tedesco, di quelli pallosi con introspezione psicologica a tutto spiano, ma a distanza di due giorni mi vien voglia di tornare a rivederlo al cinema. Consigliatissimo.
PS: voglio studiare ad Harvard e partecipare ai festini delle confraternite assieme ai fratelli ricchi... :(
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