giovedì 2 dicembre 2010

Il corpo e lo spirito




molti invalidi hanno cuori forgiati nel ferro e intrisi di polvere d'oro e che non vedono l'ora di essere messi nella condizione di dare. Nella nostra storia non ci sono degenti da Montagna incantata, nè situazioni da Nato il 4 luglio o da Risvegli. Una sedia a rotelle può essere -nello stesso tempo- la prigione per un corpo e la rampa di lancio per un'interiorità debordante e quasi fisica. Dipende tutto da chi ci è seduto sopra, dipende molto da chi la spinge, dipende ancora di più dal rapporto che si instaura tra il sano e il malato. Tanto amore, nessun pietismo. Tanta partecipazione, nessun facile buonismo. Dio non è buono, di suo. Ma nemmeno il malato lo è. Di solito, però, il malato ha più pazienza.

Joh Doe numero 2 (80): Il corpo e lo spirito 
Novembre 2010
Edizioni Aurea
Soggetto: Bartoli/Recchioni
Sceneggiatura: Bartoli
Disegni: Califano
Copertina: De Cubellis

In attesa di un post un po più ampio (che si spera avrò voglia di scrivere a breve), una cosa sola: leggetelo. E non scordate mai quello scritto più su.

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